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Ganzirri nei versi e stornelli incancellabili del “Conte Miller”

Prelibatezze Ganzirrote: Le cozze del Pantano

Prelibatezze Ganzirrote: Le cozze del Pantano.

 

 

Ntra ddi Canziri

Ntra ddi Canziri e ‘ntra ddu beddu mari,
unni nascìu u veru sciabbacotu,
‘Ntra dda rivera avemu lu “Pantanu”,
chi pi’ Missina iè ‘nu gran tisoru.
Casteddi i Risa sunnu ‘ssuttirati
pi’ la memoria di Missina bedda.
Missina è bedda, tutti lu sannu,
Cu veni ‘na vota…
Ci aresta vaddannu.

Il conte Miller (pseudonimo)

 

Traduzione: Tra Ganzirri

Tra Ganzirri e tra quel bel mar(Tirreno),
dove è nato il vero urlatore.
In mezzo alla Riviera c’è il “Pantano”,
che per Messina è un gran tesoro.
Castelli di Risa sono seppelliti,
per la memoria della bella Messina.
Messina è bella, tutti lo sanno.
Chi viene per la prima volta…
Ci rimane guardando.

 

 

Grande fascino, per i turisti e soprattutto per i messinesi legati alle radici storico-culturali, emana Ganzirri, zona limitrofa di Messina a tredici chilometri dal centro di Messina. Secondo alcune fonti la sua nascita è datata al III secolo d. C . Chi passeggia per le sue viuzze si rende conto di entrare in un mondo tutto a sè. Trattorie e Cozzari si intravvedono “ banniari” , urlare a squarciagola : Cozze, cozze belle . Assaggiate !

La loro vista sul lago grande richiama passanti e stranieri , venuti da ogni parte del mondo . I due omonimi laghi o “pantani”, sono sede di templi pagani ed hanno suscitato leggende e misteriosi riti suggestivi e affascinanti. I laghi vennero uniti attraverso un canale scavato dagli inglesi nel 1810 con reperti e fondazioni attribuite al tempio di Nettuno. Si racconta che le colonne siano servite per la costruzione della Cattedrale di Messina.

A Faro, zona poco distante, nella contrada denominata “Margi”, esisteva un terzo lago in mezzo al quale sorgeva un tempio, dicono le fonti storiche, di “ignoto Nume”.

Secondo la leggenda, le acque che lambivano l’edificio erano sacre al dio, al punto che non se ne poteva scandagliare il fondo senza incorrere nel pericolo di avere paralizzati gli arti che venivano a contatto con le venerate acque. Di fronte al Pantano piccolo, invece, sorgeva l’antica città di Risa (dal nome della principessa che la governava), che un cataclisma fece sprofondare nel lago . Ancora oggi, fra i vecchi del luogo, c’è chi giura di aver visto le strade e i resti delle abitazioni sparse di colonne.

Tradizionale attività lavorativa e produttiva esercitata nei laghi (oggi, soltanto nel pantano piccolo) è quella della mitili-coltura. In “Messina e dintorni” del 1902, si legge : “Il lago è alimentato d’acqua salata ed abbonda di ogni sorta di pesci e di squisiti frutti di mare: in esso si pratica la coltura dei molluschi detti “cocciole” (topes cardium), dei “cozzi” (mythilus) e delle ostriche…Questi laghi , secondo Plinio, erano sorti dopo il terribile terremoto che separò la Sicilia dal Continente”. La pesca delle cozze o mitili è una pratica diffusa anticamente nei laghi di Ganzirri , tanto che l’economia ne risulta fortemente caratterizzata. Sino al XIX secolo avveniva anche la raccolta delle ostriche; ormai questa pratica è stata quasi estinta .

La coltivazione riguarda la raccolta del Gallo provincialis, conosciuta come “cozza”, ma comprende anche la coltivazione delle vongole. In principio si svilupparono spontaneamente vicino ai pali che venivano fissati sul fondale del Lago per circoscrivere i singoli poderi e le zone di pesca. Tuttavia i pescatori constatando il ciclo di crescita delle cozze, costruirono dei canali artificiali. La tecnica della coltivazione risulta complessa, in quanto il ciclo di vita della “cozza” inizia ad ottobre e dura per circa due anni . È usuale per i pescatori, nel lago piccolo, costruire i libani, ovvero corde vegetali stese in orizzontale sul lago e legate nella parte superiore a dei pali. Questi a loro volta sono piantati sul fondo alla distanza di cinque metri l’uno dall’altro .

È per tale motivo che si cerca di costruire un luogo, affinché le larve delle cozze possano espandersi. Nel mese di gennaio i mitili si cominciano ad avvistare , mentre in primavera sono già sviluppati. I pescatori li dislocano nel Lago grande, pulendoli dai parassiti. Vengono deposti su un setaccio galleggiante sotto, dove le cozze si incagliano insieme . In seguito , separate dai pescatori e inserite in reti di nylon , vengono agganciate nella riserva naturale del lago. L’ultima fase è il trasporto nel lago piccolo per essere ossigenati per tutta l’estate e pronte per essere collocate nel Lago grande per ottenere un’abbondante polpa e pronte per la vendita. Negli anni 60 e 70 la coltivazione dei molluschi era, a Ganzirri, un’attività economica redditizia per molte famiglie e principale fonte di sostentamento. Oggi questa tradizione ha perso un po’ il fascino di un tempo, poiché i laghi sono minacciati dall’inquinamento , che ha messo a rischio l’equilibrio biologico e naturale dei laghi. Ganzirri con il suo fascino di principessa del Tirreno, con la sua mistica forza richiama da tutte le parti del mondo tanti emigrati in America e nel mondo.

Affascinati dal suo mistero e dalla “vis” dei secoli scorsi, vogliono celebrare le sue mitiche bellezze siciliane con canti, poesie e stornelli che emulano il sapore dei colori di Ganzirri, come il Conte Miller, pseudonimo del poeta che non c’è più (1926-2001).

È lui che più di tutti ha amato la sua terra con i versi in lingua siciliana, emozionando i lettori post mortem, più di quelli che lo abbiano apprezzato in vita, dedicando a questo angolo di Paradiso parole incancellabili.

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